
L’unico avversario di Max Verstappen ormai è il suo ingegnere. Gianpiero Lambiase, l’italiano che lo dirige dai box, ha cercato di riprenderlo un paio di volte, fino ad arrivare a dirgli di “guidare con la testa” e non sforzare troppo le gomme. Il botta e risposta tra Max e il suo ingegnere ha spezzato la noia di un Gran premio del Belgio che là davanti non ha riservato troppe emozioni, nonostante ad un certo punto sia arrivata anche la pioggia.
Perez ci ha messo meno di un terzo di giro per saltare davanti a Leclerc, ma al 17° giro Verstappen che scattava dal sesto posto, era già in testa ed ha cominciato la sua fuga solitaria che alla fine lo ha portato a tagliare il traguardo con oltre 22” di vantaggio sul suo compagno di squadra. Praticamente mezzo secondo a giro. Imbarazzante. Per gli altri ovviamente.
È alla decima vittoria stagionale, la dodicesima in dodici gare per la Red Bull che ha completato la gara con la quinta doppietta. Un dominio che purtroppo si era intuito fin dalla prima gara dell’anno a marzo. Sul podio con la coppia Red Bull è salito per la terza volta quest’anno Charles Leclerc con la Ferrari. Curioso che Charles abbia raggiunto il podio nei tre weekend che comprendevano la gara sprint, quasi a confermare che la Scuderia ci guadagna quando si prova poco in pista.
Prima del via Charles aveva detto che sarebbe stato contento in caso di vittoria, un po’ meno contento in caso di podio e per nulla contento se fosse finito fuori dal podio. Ha fatto il massimo che poteva permettergli la Ferrari di oggi. Non si può festeggiare se si arriva a oltre 32” dal vincitore.
Ma la Ferrari deve accontentarsi di esser tornata davanti a Mercedes, McLaren e Astron Martin. Hamilton non ha mai insidiato Leclerc e alla fine, quando ha capito che il podio era fuori portata, si è fermato ai box per montare gomme fresche e togliere a Max il punticino del giro più veloce. Norris aveva una McLaren con un assetto da bagnato che non lo ha certo aiutato. Alonso ha fatto il massimo che poteva chiudendo davanti a Russell. L’unico ferrarista ad andarsene a casa con il broncio è Sainz che al via, stretto tra Hamilton e Piastri si è toccato con la McLaren. Un incidente di gara che spesso si è visto da quelle parti. Ma lo squarcio nella pancia della sua Ferrari lo ha costretto a ritirarsi dopo aver sofferto per 24 giri (Piastri si era ritirato subito).



Umberto, gli sprint weekend hanno dimostrato la bontà del reparto simulazioni del Cavallino Rampante. Le operazioni in pista restano il tallone d’Achille della scuderia di Maranello che non riescono a sviluppare il setup di base attraverso i primi riscontri in pista. Non c’è stato weekend standard in cui la SF-23 sia andata meglio al Sabato che al Venerdì. Monza sarà una grande opportunità perché in termini di efficienza la rossa c’è. Sono certo che a Zandvoort entrambi i piloti omologheranno una PU completamente nuova per l’appuntamento di casa. Se sarai ospite di Race Anatomy mi farebbe piacere una piccola menzione sull’intuizione di cui ti ho parlato a SpitStop. Un abbraccio Roberto Cecere